La Battaglia contro le Discriminazioni e la tutela del Circo Tradizionale

Premesso che Il SIAC EUROPA spettacolo dal Vivo e Benessere Animale, si batte da tempo contro le ingiustizie legate ai lavoratori e agli animali, prosegue con fermezza nel suo diritto di replica, denunciando una serie di violazioni costituzionali e dei trattati europei che minacciano l’esistenza stessa del circo tradizionale con animali. Chiediamo un tavolo tecnico urgente per affrontare queste profonde ingiustizie che colpiscono i lavoratori circensi. Cosi, Bianca Montico segretaria Nazionale del Siac Europa continua a replicare a seguito di continue discriminazioni mediatiche.

Violazioni Costituzionali e dei Trattati Europei: Un Attacco Sistematico al Circo Tradizionale

Il divieto, anche parziale, dell’utilizzo di animali nel circo non è una semplice regolamentazione, ma una violazione palese di principi fondamentali:

  • Art. 120 della Costituzione Italiana (C.I.) – Libertà di Circolazione e di Lavoro: La Costituzione vieta alle Regioni di ostacolare la libera circolazione di persone e beni e di limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualsiasi parte del territorio nazionale. Vietare la presenza di animali nei circhi in determinate aree regionali o comunali viola direttamente questo principio, impedendo ai circhi di operare liberamente e di tutelare il diritto al lavoro dei propri artisti e operatori.
  • Art. 35 C.I. e Art. 2060 C.C. – Tutela del Lavoro: La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni. Il lavoro circense, che include anche l’interazione con gli animali, rientra pienamente in questa tutela. Non solo si tratta di una professione che richiede competenze specifiche e anni di formazione, ma rappresenta anche un patrimonio culturale e artistico.
  • Art. 41 C.I. – Libertà dell’Iniziativa Economica Privata: L’iniziativa economica privata è libera e non può essere lesa se non in contrasto con l’utilità sociale, la sicurezza, la libertà o la dignità umana. Il circo tradizionale, operando nel rispetto delle normative sul benessere animale, non reca danno a questi principi. Limitare la sua attività costituisce un’indebita ingerenza nella libertà d’impresa.
  • Art. 42 C.I. e Art. 832 C.C. – Riconoscimento e Tutela della Proprietà Privata: I lavoratori circensi che operano con gli animali ne sono spesso anche i proprietari. Hanno il diritto di godere e disporre delle proprie proprietà entro i limiti imposti dall’ordinamento giuridico, esattamente come chiunque altro utilizzi animali di proprietà in altri contesti. Impedire l’uso degli animali nel circo, pur in presenza di tutte le autorizzazioni e nel rispetto delle normative sul benessere, costituisce una vera e propria discriminazione e una limitazione arbitraria del diritto di proprietà.

A livello europeo, le discriminazioni si traducono in violazioni di articoli fondamentali del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE):

  • Art. 10 TFUE – Lotta alle Discriminazioni: L’Unione mira a combattere le discriminazioni fondate su sesso, razza, origine etnica, religione o convinzioni personali. Le campagne contro il circo con animali, spesso basate su convinzioni personali e ideologiche, discriminano i circensi per la loro scelta professionale e culturale.
  • Art. 13 TFUE – Benessere Animale e Tradizioni Culturali: Sebbene l’Unione e gli Stati membri tengano conto delle esigenze di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, devono anche rispettare le disposizioni legislative, amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi e le TRADIZIONI CULTURALI. Il circo tradizionale con animali è una tradizione culturale secolare in molti Stati membri, Italia inclusa, e il suo valore non può essere ignorato.
  • Art. 19 TFUE – Misure contro le Discriminazioni: Ribadisce la possibilità di prendere provvedimenti per combattere le discriminazioni basate, tra l’altro, sulle convinzioni personali.
  • Art. 36 TFUE – Restrizioni e Discriminazioni Arbitrarie: Qualsiasi divieto o restrizione deve essere giustificato e non deve costituire un mezzo di discriminazione arbitraria o una restrizione dissimulata tra gli Stati membri. Le limitazioni all’attività circense con animali appaiono spesso arbitrarie e discriminatorie.
  • Art. 53 TFUE – Accesso alle Attività Autonome: L’Unione promuove il reciproco riconoscimento dei titoli e il coordinamento delle disposizioni relative all’accesso e all’esercizio delle attività autonome, che dovrebbero includere anche quelle circensi.
  • Art. 54 TFUE – Parità di Trattamento delle Società: Le imprese circensi, spesso a conduzione familiare o in forma di società, dovrebbero godere della stessa parità di trattamento delle persone fisiche.
  • Art. 57 TFUE – Libertà di Prestazione dei Servizi: L’attività circense è un servizio fornito dietro retribuzione e rientra nelle attività commerciali e artigiane, garantite dalla libertà di prestazione dei servizi.

Contributi Ministeriali e la Discriminazione Evidente nel DM 27 Luglio 2017

Il SIAC EUROPA ribadisce con forza la discriminazione insita nel meccanismo di finanziamento e nelle linee guida del DM 27 luglio 2017, come già evidenziato nel documento presentato dall’AGIS al Ministero della Cultura.

  • Rischio Culturale e Discriminazione contro i circensi: Il documento evidenzia il “rischio culturale” non solo per i meccanismi di finanziamento, ma soprattutto per la discriminazione di una “minoranza culturale” che da generazioni vive e lavora 365 giorni l’anno con i propri animali. Il circo è riconosciuto come impresa sotto il tendone e prevede l’esibizione di clown, ginnasti, acrobati, trapezisti, prestigiatori, e animali esotici e/o domestici ammaestrati.
  • Requisiti Aggiuntivi per i Circhi con Animali: Sebbene il DM 2017 richieda il possesso della licenza T.U.L.P.S. e la conformità alle norme statali ed europee in materia di protezione e utilizzo degli animali, si evidenziano elementi discriminatori negli allegati B e C:
    • Allegato B – Qualità Artistica: Sulla voce “Qualificare il sistema di offerta”, il circo senza animali ottiene 2 punti, mentre chi possiede gli animali non ha lo stesso diritto. Questo crea una penalizzazione ingiustificata per il circo tradizionale, ignorando la sua capacità di innovare, valorizzare la tradizione, e ottenere riconoscimenti. Il circo tradizionale, per rispettare i requisiti di inclusività, spesso collabora con altri detentori di animali, anche non circensi, per progetti rivolti alla disabilità, al benessere animale e ambientale, soprattutto nelle aree rurali. Questa collaborazione evidenzia la grave mancanza di contatto dei giovani con gli animali, che il circo può invece offrire.
    • Allegato C – Qualità Indicizzata: Come può il circo tradizionale con animali accedere a strategie che favoriscono la creatività emergente, i giovani professionisti o il riequilibrio territoriale, quando nelle singole voci vi è un’evidente discriminazione che lo penalizza a priori?
  • Dimensione Quantitativa (Allegato D) e Contratto Collettivo Nazionale: Le voci relative a giornate lavorative, oneri sociali, spettacoli, rappresentazioni e piazze mostrano una discriminazione verso il circo classico tradizionale con animali. L’assenza di un Contratto Collettivo Nazionale specifico per il circo porta a una frammentazione e spesso all’assoggettamento a CCNL non pertinenti (teatro, pubblici esercizi) e a minimali giornalieri stabiliti dall’INPS, creando incertezza e penalizzando i lavoratori.

Ingressi per Lavoro (Art. 27 T.U. Immigrazione) e Mancanza di Aree Attrezzate

Il SIAC EUROPA ribadisce l’evidente discriminazione professionale nei confronti dei lavoratori circensi extracomunitari, per i quali l’Art. 27 del T.U. Immigrazione prescrive una procedura eccessivamente restrittiva. Questo esclude di fatto personale tecnico e artistico essenziale, tra cui esperti nel rapporto con gli animali, artisti di fama mondiale e giovani under 35, fondamentali per raggiungere i requisiti minimi di qualità dei contributi ministeriali e violando i principi costituzionali di tutela del lavoro.

Le difficoltà legate alle giornate lavorative e alle piazze persistono, con le amministrazioni comunali che spesso discriminano il circo tradizionale con animali, favorendo il circo contemporaneo o senza animali. È inaccettabile che, nonostante l’Art. 36 n. 6 del decreto ministeriale preveda la possibilità di strutturare aree attrezzate per l’attività circense e la Legge 18 marzo 1968, n. 337, Art. 9, obblighi i Comuni a compilare e aggiornare un elenco di aree disponibili, queste disposizioni restino spesso lettera morta. Ci auspichiamo che dopo oltre 40 anni di attesa, l’attuazione di queste aree si concretizzi definitivamente.

Molestie da Lobby Animaliste e Soluzioni Non Idonee

Il SIAC EUROPA denuncia le molestie e la discriminazione da parte di alcune lobby animaliste. La concezione degli spazi e delle metodiche di stabulazione, scritte dalla Commissione Scientifica CITES nel 2000 senza alcun rappresentante circense, e i successivi tentativi di sostituzione dei criteri nel 2006 da parte di associazioni animaliste, dimostrano un approccio ideologico anziché scientifico. Le campagne di demonizzazione, come quelle sui bus di Roma Capitale alcuni video discriminati dove i circensi sono considerati aguzzini e bugiardi nel ribadire il loro rapporto con i propri animali, senza che abbiano diritto di replica, come accaduto recentemente con un noto giornale Roma touday news , alimentano un odio ingiustificato . Odio Mediatico inaccettabile.

Il SIAC EUROPA è dalla parte  dei lavoratori circensi  i quali respingono le soluzioni proposte per gli animali dei circhi:

  • CRAS: Sono entità zoologiche inadatte per animali non autoctoni e spesso oggetto di inchieste giudiziarie, con costi a carico dei contribuenti. Il loro obiettivo è la reintroduzione in natura, non applicabile agli animali nati in cattività.
  • Santuari: Luoghi di accoglienza per animali “ex-da reddito”, gestiti tramite raccolta fondi. I Lavoratori e gli esercenti circensi sospettano  che l’iniziativa di destinare gli animali dei circhi a queste strutture possa avere motivazioni prettamente economiche, visto il giro d’affari milionario di alcune di queste associazioni.
  • Circhi Stabili: Rappresentano la soluzione più idonea. Come testimoniato da William Kerwich, Presidente del Sindacato Francese per il benessere degli animali dello spettacolo, gli animali nati e cresciuti in ambiente protetto del circo tradizionale vivono nel pieno rispetto delle rigide normative CITES, sono costantemente seguiti da veterinari specializzati e ispezionati dalle ASL.

L’Estinzione di una Minoranza Culturale : Una Lotta per la Sopravvivenza

Il SIAC EUROPA riporta tra le tante storie accolte dai lavoratori circensi,  la toccante testimonianza di Daniela Vassallo che l’attuale propaganda anti-circense sta portando a un razzismo e una discriminazione sistematici, minacciando un vero e proprio genocidio culturale per la minoranza  circense tradizionale. Aggressioni verbali e fisiche, vandalismo ai circhi, ghettizzazione dei bambini nelle scuole, costretti a nascondere la propria origine per non essere additati come “torturatori”: questa è la cruda realtà. Eventi che coinvolgono animali fuori dal circo ricevono poca attenzione mediatica, mentre incidenti che riguardano il circo vengono strumentalizzati per alimentare l’odio. L’esempio del leone fatto fuggire dal circo per atto vandalico, mostra un odio contro il circo tradizionale  che va oltre la semplice difesa degli animali.

Il SIAC EUROPA si batterà sempre contro queste ingiustizie e chiede un confronto immediato e costruttivo per tutelare i diritti di tutti i lavoratori anche quelli  circensi e salvaguardare un patrimonio culturale di inestimabile valore.

Il SIAC Europa e l’Ombra sulla Mancata Promozione del Benessere Animale nel Circo

Il SIAC Europa si trova ad affrontare una questione spinosa e, ad oggi, non riesce a trovare una risposta chiara al perché gli organismi maggiormente rappresentativi del mondo circense non abbiano, negli anni, sponsorizzato campagne pubblicitarie attive e incisive sul benessere animale nei circhi.

Questa lacuna appare tanto più inspiegabile se si considera che alcune iniziative, pur lodevoli, furono promosse dal Movimento Giovanile del Circo Italiano. Eppure, sottolinea Montico Bianca del SIAC Europa, anche queste iniziative simili sono state misteriosamente interrotte. Ci si interroga se le cause fossero realmente legate a “problemi economici” che avrebbero ostacolato i giovani, oppure se a monte vi sia stata una volontà precisa e oculata da parte di chi, detenendo potere e influenza all’interno del settore, non credeva in questa direzione politica e ha preferito sabotare tali sforzi, optando per una strategia diversa, forse più incline al mantenimento dello status quo o ad altri interessi.

Il SIAC Europa è fermamente convinto che una simile iniziativa proattiva sulla comunicazione del benessere animale avrebbe potuto prevenire o almeno attenuare l’impatto devastante delle campagne negative, come quella che si profila per il 2025. Una comunicazione trasparente e capillare sul rispetto e la cura degli animali negli spettacoli circensi tradizionali sarebbe stata fondamentale per instaurare un dialogo costruttivo con l’opinione pubblica e per scongiurare quelle derive ideologiche che, ingiustamente, stanno penalizzando un’arte antica e i suoi lavoratori.

Chi ha davvero ostacolato questi tentativi di dialogo e trasparenza? E con quali interessi? La domanda rimane aperta e il SIAC Europa continua a cercare risposte, determinato a portare chiarezza su queste manovre che, nel tempo, hanno forse danneggiato l’immagine e la sopravvivenza stessa del circo tradizionale.