L’esterno della Biblioteca Comunale “Aldo Manunzio” è tornata a popolarsi, sabato scorso, di cittadini, studenti e associazioni. Il presidio civico organizzato dal CAMP, Coordinamento Associazioni e Movimenti Pontini, che raccoglie al suo interno ben 60 realtà del territorio, ha lanciato un messaggio chiaro: la cultura a Latina non può essere considerata un accessorio, ma un diritto fondamentale da tutelare con investimenti reali e tempistiche certe.
Le ragioni della mobilitazione: 7 anni di attesa
Dall’inizio dei lavori nel giugno 2019, la biblioteca è rimasta chiusa per oltre quattro anni. Nonostante le rassicurazioni, la riapertura totale è prevista solo per luglio 2026. Un vuoto culturale che ha sottratto ai giovani e agli studenti e a tutta la cittadinanza l’unico vero luogo di sapere e condivisione civica della città.
Se da un lato si parla di un “Nuovo Polo Culturale”, dall’altro il progetto presentato prevede un investimento di soli 44.000 euro per attività che spaziano dal contrasto al cyberbullismo al digital reading: una cifra definita dai manifestanti “palesemente inadeguata” per una città di 130.000 abitanti.
Il Presidente del CAMP, Giuseppe De Sario, ha sottolineato la natura propositiva ma ferma della mobilitazione: “Il nostro non è un presidio contro qualcuno, ma un atto di responsabilità per obiettivi precisi. Siamo qui per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza vitale della biblioteca e per ribadire che, come coordinamento che riunisce oltre 60 associazioni, saremo vigili e inflessibili. Non accetteremo ulteriori rinvii: la promessa di riconsegnare i locali entro i primi di luglio, dopo i lavori di messa in sicurezza antincendio da 400.000 euro, deve essere mantenuta”. De Sario ha poi concluso con un monito alle istituzioni: “In questo momento Latina non ha una biblioteca funzionale. La cultura deve tornare al primo posto nell’agenda politica con risorse concrete, non solo con slogan. Il CAMP è nato tre anni fa proprio per dare voce a queste necessità e non resteremo indifferenti davanti al depotenziamento del nostro patrimonio sociale”.

La manifestazione ha visto la partecipazione attiva di numerose realtà del territorio, coordinate con il supporto di figure come Bianca Montico, Segretaria Generale di Siac Europa e responsabile di Circus Academy Fusion, e altre realtà come Teatromania di Bettina Filippi, Anima Latina di Maurizio Guercio che è anche coordinatore del dipartimento CAMP cultura e arte e Trevisani nel mondo di Riccardo Visentin che si sono spesi per la riuscita della manifestazione.
A dare forza simbolica al messaggio è stata l’iniziativa di Bianca Montico, Segretaria Generale di Siac Europa e responsabile di Circus Academy Fusion, che ha schierato un attore nelle vesti di Aristotele. Il filosofo, esordendo con il celebre motto “Io so di non sapere”, ha distribuito i volantini del manifesto del CAMP per stimolare la riflessione dei passanti.
Secondo Bianca Montico, la biblioteca è un pilastro insostituibile del patrimonio di Latina, un luogo dove la cultura e l’aggregazione si fondono. Montico ha sottolineato come la cultura sia un diritto civico essenziale per i lavoratori di domani, poiché la storia e l’identità di un popolo si vivono anche attraverso il “profumo della carta stampata”, capace di riportare alla luce l’essenza delle nostre radici. Esprimendo fiducia nella riapertura, ha ribadito che la protesta civica è un diritto e un dovere, specialmente in un momento in cui Latina si avvia a essere protagonista del suo nuovo centenario.
Il presidio di sabato ha dimostrato che Latina è viva e attenta. La cittadinanza attende ora luglio 2026 per riappropriarsi finalmente dei propri spazi, pronta a monitorare ogni singolo passo dell’amministrazione.
